Edizione Nazionale delle Opere di Dante

Fondata il 31 luglio 1888 la Società Dantesca Italiana, il Consiglio centrale, già nella seduta del 26 giugno 1889, decideva di provvedere a un'edizione critica del poema e delle opere minori.

Nel 1896 comparve il De vulgari eloquentia nell'edizione procurata da Pio Rajna; nel 1907 Michele Barbi pubblicò l’edizione critica della Vita Nuova. Ben più difficile, almeno in quegli anni, la soluzione di problemi connessi a opere dalla tradizione complessa e abbondante, come la Commedia e le Rime: affidate rispettivamente dalla Società alle cure di Giuseppe Vandelli e di Barbi. Dopo alcuni iniziali sondaggi della Società per uno spoglio metodico dei codici del poema in base a 396 punti discriminanti opportunamente trascelti da Barbi, Vandelli elaborò personali criteri di lavoro, e, muovendo dalla 'vulgata' ottocentesca, procedette a rassetti successivi, dando così, nel 1902 e negli anni seguenti, varie edizioni provvisorie. Dei problemi connessi all'edizione delle Rime il Barbi rese conto nei suoi Studi sul Canzoniere di Dante (1915). Anche le restanti opere venivano in quegli anni assegnate a esperti curatori: il Convivio a Ernesto Giacomo Parodi e Flaminio Pellegrini; la Monarchia a Enrico Rostagno; le Epistole e le Egloge a Francesco Novati (dopo la sua immatura scomparsa, nel 1915, le Epistole e le Egloge furono affidate, con la Questio, a Ermenegildo Pistelli).

Frattanto, con il Regio Decreto del 19 luglio 1914, n° 729, il Ministero della Pubblica Istruzione istituiva ufficialmente, su richiesta della Società Dantesca Italiana, l’Edizione Nazionale delle Opere di Dante Alighieri.

Nel 1921, in occasione del sesto Centenario della morte del Poeta, la Società poté offrire, di tutte le opere facenti parte del canone, un testo critico provvisorio, scrupolosamente fissato dagli affidatari dell’edizione nazionale di ogni opera e sotto la direzione scientifica complessiva di Barbi ma ancora privo di giustificazione filologica. Il volume, arricchito con un indice analitico dei nomi e delle cose di Mario Casella, fu stampato a Firenze, presso l’Editore Bemporad, e fu poi ristampato presso la Società nel 1960 e ancora nel 2011, in anastatica, per Le Lettere.

Morto nel 1930 il Rajna, Aristide Marigo fu incaricato di curare una nuova edizione del De vulgari eloquentia, resasi necessaria per la scoperta del fondamentale codice Berlinese. Nel 1932 comparve il primo volume dell'Edizione Nazionale, la nuova edizione accresciuta della Vita Nuova per le cure di Barbi. Anche se i lavori preparatori delle restanti opere non furono mai intermessi, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale tolse la possibilità di compiere indagini bibliografiche e codicologiche.

Terminato il conflitto, sotto la presidenza di Mario Casella fu assegnata a Pier Giorgio Ricci la cura del testo della Monarchia; scomparso Casella, il nuovo Consiglio direttivo, presieduto da Gianfranco Contini, nel 1956 conferì ad Augusto Mancini l'incarico del testo critico di Epistole, Egloge e Questio e a Domenico De Robertis la cura delle Rime. Poco dopo, l'incarico ufficiale dell'edizione della Commedia "secondo l'antica vulgata" fu assegnato a Giorgio Petrocchi. Ad Augusto Mancini nel 1957 subentrava, per il volume VI (Epistole, Egloge e Questio) Francesco Mazzoni, mentre il Convivio veniva assegnato a Franca Brambilla Ageno. Nel 1965 veniva pubblicata (presso la Casa Editrice A. Mondadori) la Monarchia e tra il 1966 e il 1967 i quattro tomi della Commedia curati da Giorgio Petrocchi; e nel 1984 l'edizione critica del Fiore e del Detto d'Amore, curata da Gianfranco Contini.

In tale anno, scaduto il contratto di edizione con la Mondadori, la Società ha potuto valersi della collaborazione della fiorentina Casa Editrice "Le Lettere", per la quale sono usciti nel 1994 la ristampa riveduta della Commedia secondo l’antica vulgata curata da Giorgio Petrocchi, sempre in quattro volumi, e nel 1995 l’edizione critica del Convivio, in tre volumi, procurata, su tutta la tradizione nota, da Franca Brambilla Ageno.

Nel 2002 è uscita l'edizione critica delle Rime a cura di Domenico De Robertis, in 3 volumi (5 tomi). Nel 2009 è uscita la nuova edizione della Monarchia a cura di Prue Shaw e nel 2011 la nuova edizione critica del Fiore e Detto d’Amore a cura di Paola Allegretti. Nel 2018 la Collana dell’Edizione Nazionale dantesca ha inaugurato anche la Serie “Strumenti”, pubblicando l’edizione diplomatica a cura di Prue Shaw del ms. Add. 6891 della Monarchia conservato alla British Library di Londra. Nel 2021, in occasione del settimo Centenario della morte di Dante, è uscita la nuova edizione critica della Commedia, curata da Giorgio Inglese, che aggiorna l’edizione Petrocchi fondandosi su una ridefinita classificazione dei testimoni. Nel 2026, sempre per Le Lettere, è stato pubblicato per la prima volta il volume VI.1 Egloge (tomo 1 Egloge. Glosse Laurenziane), che procura il testo critico completo, filologicamente giustificato, della Corrispondenza poetica di Dante con Giovanni del Virgilio e delle Glosse Laurenziane, a cura di Gabriella Albanese e Paolo Pontari. L’edizione critica era attesa dal mondo della dantistica da più di un secolo e ricostruisce su tutte le fonti manoscritte, in assenza dell’autografo, il testo originale delle Egloge, unica opera di poesia latina di Dante.

Nel maggio 1968 Gianfranco Contini, rinunziando alla presidenza dell'Ente, fu nominato dal Consiglio direttivo della Società Presidente onorario e Direttore scientifico dell'Edizione Nazionale, carica che mantenne fino al 1990, anno della sua scomparsa. Da allora, la Commissione scientifica dell’Edizione Nazionale delle Opere di Dante è costituita dal Presidente e dal Consiglio Scientifico della Società, che hanno il compito di affidare, valutare e approvare le edizioni critiche per la pubblicazione nella Collana dell’Edizione Nazionale.

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